lezione di gruppo

FELDENKRAIS

LEZIONI DI GRUPPO "CONSAPEVOLEZZA ATTRAVERSO IL MOVIMENTO"

L’insegnante guida il gruppo degli allievi dando indicazioni che li orientano a un’osservazione attenta del corpo in movimento. È un’esplorazione di nuove possibilità che permettono di liberarsi degli schemi abituali. Rispettando le modalità e i ritmi di ognuno, l’insegnante accompagna il gruppo verso un ascolto concentrato e a un’esplorazione di sé molto approfondita, alla ricerca di quei cambiamenti che si producono durante il processo. Poiché il movimento è presente nei processi che coinvolgono percezione, pensiero, e immaginazione, durante la CAM la persona è interamente coinvolta. Le sequenze proposte dall’insegnante guidano di volta in volta all’esplorazione di articolazioni, muscoli, respirazione, relazioni tra le parti del corpo e spesso ripercorrono le tappe dello sviluppo motorio individuale. Con movimenti semplici, piacevoli e accessibili a tutti, anche se a volte inusuali, le lezioni di CAM portano ognuno ad arricchire il proprio repertorio motorio, a ridurre il dispendio di energie e a migliorare l’efficacia delle proprie azioni.

Il metodo Feldenkrais riconosce e dà un grande valore alle enormi
capacità dell’essere umano di imparare – e soprattutto di imparare ad imparare. Fra le caratteristiche più salienti dell’uomo c’è un cervello
che è pochissimo sviluppato alla nascita: siamo dotati di pochi istinti, cioè di comportamenti già programmati nel nostro codice genetico, e
questo ci rende liberi di apprendere lingue diverse, usi e costumi diversi a seconda della cultura in cui si nasce. Gli apprendimenti sono alla base di ciò che siamo, dell’immagine che abbiamo di noi stessi.

Di fatto non smettiamo mai di imparare. Alcuni esempi sono
l’innovazione tecnologica che ci costringe a/ci richiede di familiarizzarci con nuove macchine o nuovi programmi, e ci sono apprendimenti semplici come imparare a cucinare una nuova ricetta o, con il tempo, a conoscere meglio le persone che frequentiamo, o anche a conoscere un nuovo paese facendo l’esperienza di visitarlo.

La maggior parte degli apprendimenti più importanti sono dovuti a quello che nel Feldenkrais chiamiamo “apprendimento organico”, cioè di quel tipo di apprendimento auto-diretto sperimentato nei primi anni di vita in cui imparavamo due cose: come funzionavamo noi e come funzionava il mondo. In questo modo abbiamo appreso a orientarci nello spazio, a manipolare le cose, a comunicare, a gestire l’interesse e l’attenzione, a far combaciare l’intenzione e l’azione, ma soprattutto abbiamo imparato come organizzare le diverse funzioni fisiche, motorie, percettive, confrontandoci oltre che con le richieste culturali e relazionali, anche con le condizioni dettate dalla forza di gravità.

Un ostacolo che spesso si frappone fra noi e il nostro desiderio di migliorare e di eliminare ciò che non ci piace o che è controproducente, è l’idea che “siamo fatti così” o che “ormai, alla mia età…”. Riteniamo di aver già formato il nostro carattere e personalità, che siamo quel che siamo come frutto del destino o del caso o della programmazione genetica.

La pratica del metodo, attraverso il movimento e le sensazioni, ci consente di “apprendere”, cioè che possiamo cambiare: possiamo sciogliere la tensione inutile, possiamo fare esperienza di un allineamento scheletrico più fedele alla direttrice verticale della forza di gravità che modifica in modo sostanziale la nostra postura;
possiamo sperimentare modi diversi di muoverci che ci fanno scoprire di avere più scelte a nostra disposizione e che pertanto non siamo “destinati ad essere così”.

Apprendere vuol dire crescere, modificarsi, evolvere per esprimere il proprio potenziale e per realizzare una vita più piena e più soddisfacente: possiamo sentirci meglio, fare a meno di certe abitudini,
eliminare il senso di sforzo e di fatica nei movimenti, realizzare i nostri sogni. Le lezioni Feldenkrais incarnano i principi fondamentali
espressi nell’apprendimento: sperimentare diverse opzioni e alternative, imparare dagli errori; fare distinzioni sottili nelle sensazioni
provate; creare una progressione di difficoltà, dal semplice al complesso; riconoscere la differenza tra un’azione fatta con sforzo o in
modo comodo e semplice; spostare continuamente l’attenzione interna tra ciò che si sta facendo e come lo si sta facendo; ma soprattutto riconosce la grande funzione del cervello di integrare gli stimoli delle sensazioni e del movimento in un tutto armonioso e coordinato.

La cosa più sorprendente e che questa integrazione avviene rispettando i nostri bisogni, chi siamo e chi vogliamo essere.

“Credo che le mie esperienze e i miei insegnamenti potranno aiutarvi a migliorare il modo in cui vivete, così come hanno aiutato me. Potrete forse imparare a rendere la vostra vita più simile a come la vorreste. I vostri sogni, le vostre aspirazioni potranno farsi più precisi: e chissà, forse potrebbero anche avverarsi.”

– Moshe Feldenkrais –